L’importanza del ruolo infermieristico nella riduzione del danno negli adolescenti e giovani adulti con dipendenza da sostanze. Revisione della letteratura

Baggiolini, Chiara (2022) L’importanza del ruolo infermieristico nella riduzione del danno negli adolescenti e giovani adulti con dipendenza da sostanze. Revisione della letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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Abstract

Background Da un’indagine effettuata nel 2017 dall’Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD) è stato riscontrato come circa il 43% degli adolescenti e giovani adulti, con età compresa tra i 15 e i 34 anni, abbiano utilizzato almeno una sostanza stupefacente nel corso della loro vita (Meazzini, 2020). Tale dato pone l’attenzione sull’alto rischio a cui questa fascia di età sta andando incontro e la conseguente necessità di richiamare all’impegno le istituzioni che hanno il compito di salvaguardare loro e le loro famiglie (Meazzini, 2020). Un approccio favorevole a fronteggiare tale problematica sociosanitaria può essere dato dall’erogazione di prestazioni di riduzione del danno; questo può essere considerato efficace solo se accompagnato da una formazione adeguata all’assistenza e all’accoglienza di questa tipologia di utenza da parte del personale sanitario, soprattutto infermieristico (Dion, et al., 2021). Obiettivo Questo lavoro aspira a delineare le attitudini infermieristiche idonee nella presa in cura di giovani ragazzi con un consumo attivo di sostanze attraverso un approccio di riduzione del danno a supporto dei preesistenti programmi di prevenzione. Metodologia La domanda di ricerca che è stata stipulata per questo elaborato è: “Quale ruolo riveste l’infermiere e quali sono le attitudini scientificamente efficaci nell’ambito della riduzione del danno negli adolescenti e giovani adulti?”. La metodologia utilizzata è stata una revisione della letteratura. Risultati Sono stati selezionati ed analizzati 7 articoli riguardanti la riduzione del danno in ambito delle dipendenze e la loro efficacia. A questa tematica è spesso associato un pensiero stigmatizzante diffuso anche nell’ambiente sanitario ed una reale difficoltà nella gestione di giovani utenti tossicodipendenti. Questo è conseguente al fatto che i programmi di formazione sanitaria forniscono pochi strumenti personali e tecnici al fine di affrontare nel modo corretto l’accoglienza e la gestione delle persone con una dipendenza. Data l’evidenza della complessità e della difficoltà di gestione di un soggetto adolescente, ne deriva una medesima complicazione nella progettazione di programmi di riduzione del danno a loro dedicati che devono essere ideati in modo complementare a quelli di prevenzione. Conclusione I programmi di riduzione del danno accolgono esclusivamente persone con età maggiore di 18 anni e per tale ragione emerge la necessità di una maggiore tutela per i ragazzi minorenni. È emerso che i progetti dedicati all’adultità non sono adatti al coinvolgimento dei più giovani che, invece, necessitano di un approccio più complesso nella presa in cura. Viene evidenziata l’importanza del ruolo infermieristico in quanto primo operatore che si interfaccia all’utenza e che ha l’opportunità di instaurare una relazione di fiducia con lo scopo di favorire il benessere bio-psicosociale nelle persone che fanno uso di sostanze. Parole chiave: Harm reduction, PWID, nurse, adolescents, young adults, substance use disorder, addiction, drugs, stigma, teaching methods, SUD.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Bachelor in Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/4361

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