Quale tipologia di treadmill è più efficace nei disturbi del cammino del paziente con Morbo di Parkinson? Una revisione della letteratura

Domeniconi, Lorenzo (2021) Quale tipologia di treadmill è più efficace nei disturbi del cammino del paziente con Morbo di Parkinson? Una revisione della letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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Abstract

Introduzione La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa multisistemica progressiva che inizia anni prima che la diagnosi possa essere effettuata, è una patologia che coinvolge diversi neurotrasmettitori e diverse aree neuroanatomiche ed è il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali che si manifesta con un’ampia gamma di sintomi che possono essere sia motori che non motori. Tra i sintomi principali ci sono l’acinesia, la bradicinesia, l’ipocinesia, la rigidità, il tremore e l’instabilità posturale. Scopo Lo scopo di questo elaborato è quello di valutare quale tipologia di treadmill è più efficace sui disordini del cammino del paziente con morbo di Parkinson, approfondire come deve essere svolto per avere gli effetti migliori e capire per quanto tempo perdurano i miglioramenti. Metodologia L’elaborato è stato redatto svolgendo una revisione della letteratura. Le banche dati confrontate sono state “PubMed” e “PEDro”. Sono state utilizzate diverse stringe di ricerca tramite le Key word che mi hanno permesso di trovare 10 articoli (RCT) inerenti al tema del treadmill. Gli articoli scelti hanno rispettato i seguenti criteri di inclusione: pazienti con Morbo di Parkinson di entrambi i sessi, studi RCT, anno di pubblicazione dopo il 2015 compreso, interventi riabilitativi con il treadmill, criteri/outcomes sul cammino e almeno 5/10 in PEDro Scale. Risultati Il treadmill tradizionale sembra migliorare maggiormente la resistenza e la lunghezza del passo. La frequenza settimanale dell’allenamento influenza i cambiamenti sulle prestazioni motorie del cammino, 2-3 volte a settimana sembra essere quella migliore. Il treadmill assistito da robot pare essere più efficace in pazienti con freezing e maggiori disabilità motorie. Per quanto riguarda il supporto del peso corporeo, lo sgravio del 20% sembrerebbe essere la modalità che comporta i migliori benefici. Il treadmill associato a stimolazione ritmica e biofeedback visivo offre ulteriori vantaggi in termini di qualità complessiva del cammino. Il 6MWT migliora maggiormente con un treadmill tradizionale, il BBS è migliorato maggiormente con un treadmill con 20% di sgravio del peso corporeo, per il TUG e il 10MWT il treadmill tradizionale con una frequenza di 2-3 volte a settimana sembra essere quello che porta ad ottenere maggiori benefici. A parte la frequenza settimanale, gli studi non mi hanno permesso di capire come impostare gli altri parametri per avere gli effetti migliori (intensità e velocità). Il follow-up ridotto degli articoli non mi ha dato la possibilità di comprendere se i miglioramenti permangono per un periodo prolungato. Conclusioni L’analisi e la discussione degli articoli utilizzati ha mostrato che non sembrerebbero esserci grandi differenze tra l’utilizzo di un treadmill tradizionale rispetto ad altre tipologie di treadmill più sofisticate nel miglioramento del cammino dei pazienti con morbo di Parkinson con H&Y da 1 a 4.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Fisioterapia
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/3835

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