Schema-Focused Cognitive Therapy: un’alternativa nel trattamento per il paziente con disturbo di personalità borderline, quali sono i suoi benefici? Revisione di letteratura

Gambini, Simone and Ivanovic, Suzana (2021) Schema-Focused Cognitive Therapy: un’alternativa nel trattamento per il paziente con disturbo di personalità borderline, quali sono i suoi benefici? Revisione di letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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Abstract

Background: il disturbo di personalità di tipo borderline è un disturbo mentale grave e molto diffuso, la prevalenza di esso all’interno della popolazione generale è stimata tra lo 0.5% e il 2.7%. Questa patologia si manifesta principalmente sotto forma di modelli durevoli di instabilità nelle relazioni interpersonali, nell'identità, nell'impulsività e nella sfera affettiva impedendo a chi ne è affetto di poter sviluppare il proprio potenziale e quindi di poter condurre una vita appagante. La Schema-Focused Cognitive Therapy (ST o SFT) fu sviluppata tra il 1990 e il 1999 dal Dr. Young per i pazienti che non avevano risposto bene alla Terapia Cognitivo Comportamentale: egli integrò alla terapia cognitivo comportamentale delle idee e tecniche provenienti da altri orientamenti come la teoria dell’attaccamento e la terapia della Gestalt. L’idea principale su cui si fonda la ST è che le esperienze avversive e il non soddisfacimento dei bisogni emotivi primari di un bambino come amore, attenzione o sicurezza, sommati all’interazione con fattori biologici e sociali, possono portare allo sviluppo di schemi disadattivi (attualmente sono stati identificati 18 schemi disfunzionali) definiti come dei modelli organizzatori di elaborazione delle informazioni che compromettono pensieri, emozioni, ricordi e preferenze di attenzione con cui l’individuo legge e si approccia alla realtà che vive. L’obiettivo della terapia è quello di permettere al paziente di comprendere i suoi bisogni emotivi fondamentali e come soddisfarli cercando quindi di modificare gli schemi disadattivi e di rinforzare la parte sana dell’individuo. In ultima analisi Farrell (2009) integrò alla Schema therapy anche la terapia di gruppo in modo da combinare quella individuale con i benefici del gruppo come supporto tra pari, accettazione e appartenenza. Scopo: lo scopo di questo lavoro è di revisionare la letteratura a disposizione all’interno delle banche dati per valutare l’efficacia o meno della Schema-Focused Cognitive Therapy nella presa a carico del paziente con disturbo di personalità di tipo Borderline. Metodologia: la metodologia utilizzata per questo lavoro è la revisione della letteratura: sono stati scelti 14 articoli di cui 4 sono stati scartati in quanto 3 sono dei design di studio e quindi non hanno i risultati, mentre 1 articolo è uno studio di caso eseguito tramite un’intervista su un solo paziente. All’interno dei 10 studi utilizzati possiamo trovare 2 studi qualitativi e 8 studi quantitativi. Risultati: molteplici sono i risultati che dimostrano quanto la ST sia efficace nel miglioramento del quadro clinico del paziente e quanto essa sia apprezzata dai pazienti stessi, tanto da continuare le sedute nonostante la conclusione dello studio. Un impatto maggiormente positivo è stato osservato nella terapia di gruppo. Conclusioni: è risaputo che prendersi a carico in modo importante un paziente con disturbo di personalità di tipo borderline è molto difficile a causa delle sue condotte comportamentali imprevedibili e ambivalenti che possono creare facilmente nel terapeuta sentimenti di frustrazione o rabbia. Ricordiamo però la gravità di questa patologia e di quanto essa sia invalidante per il paziente e di conseguenza per la sua vita. È ormai provato che uno dei fattori scatenanti di questo disturbo è la presenza di esperienze disfunzionali e traumatiche all’interno dell’infanzia dell’individuo; la ST va ad indagare questi aspetti permettendo all’individuo di elaborarle, ristrutturando la sua sfera emotiva e migliorando il suo quadro clinico. La ST ha dimostrato molti punti di forza, potrebbe quindi essere un’alternativa alle terapie usuali?

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/3777

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