L’utilizzo del metodo Open Dialogue nella presa a carico di pazienti affetti da disturbo psicotico non affettivo. Una revisione di letteratura

Cinelli, Nicole (2021) L’utilizzo del metodo Open Dialogue nella presa a carico di pazienti affetti da disturbo psicotico non affettivo. Una revisione di letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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Abstract

Background: Le psicosi rappresentano un insieme di disturbi psichiatrici caratterizzati dalla graduale perdita di rapporto con la realtà e dalla presenza di sintomi invalidanti che influenzano in modo negativo tutti gli aspetti della vita del soggetto e della sua rete sociale. Data la complessità di questi disturbi è necessario prendere in considerazione diverse possibilità di trattamento: il metodo Open Dialogue (ODA) è un approccio che ha avuto origine nella regione della Lapponia occidentale a partire dal 1987 avente come obiettivo la cura delle psicosi schizofreniche. L’ ODA rappresenta una metodologia di presa a carico che prende in considerazione in modo globale la patologia psichiatrica dove la qualità di vita del paziente e della sua famiglia assumono un ruolo centrale durante tutto il trattamento. Scopo: Lo scopo di questo lavoro è quello di approfondire e analizzare il metodo Open Dialogue mettendone in luce i limiti e i benefici ottenuti fino ad oggi nella presa a carico di pazienti affetti da disturbo psicotico non affettivo. In particolare l’obiettivo è quello di comprendere se l’utilizzo del metodo ODA è in grado di ridurre il numero di ospedalizzazioni e di migliorare il funzionamento sociale di questi pazienti. Metodologia: La metodologia utilizzata per redigere questa tesi è la revisione di letteratura, gli articoli selezionati sono stati ricercati sulle seguenti banche dati: PubMed, CINHAL (EBSCO), Cochrane e UpToDate. Al termine della ricerca sono stati individuati 7 articoli coerenti con la domanda di ricerca e i criteri di inclusione. Risultati: Dagli articoli analizzati è emerso come nei pazienti trattati con il metodo ODA vi è stata minore necessità di ospedalizzazione, il tempo di DUP sia diminuito e vi sono stati cambiamenti favorevoli per quanto riguarda la condizione occupazionale. Inoltre l’utilizzo di questo metodo ha portato allo sviluppo di una cultura basata su un dialogo aperto e trasparente tra il paziente, la sua rete e gli operatori sanitari. Conclusioni: I risultati sono promettenti e mostrano come il metodo ODA sia fattibile anche al di fuori del contesto da cui esso ha avuto origine. Tuttavia vi è la necessità di effettuare studi più rigorosi da un punto di vista metodologico per poter trarre conclusioni certe. Parole chiave: Open Dialogue, Open Dialogue Approach, Psychosis, Psychotic disorders, Schizophrenia

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/3767

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