Il prurito nell’anziano: ruolo infermieristico. Revisione della letteratura

Cola, Daniela (2020) Il prurito nell’anziano: ruolo infermieristico. Revisione della letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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INTRODUZIONE Il prurito è “una spiacevole sensazione che induce il desiderio di grattamento e, a volte può arrivare a un’intensità tale di intollerabilità da rendere il paziente straordinariamente tormentato e sofferente” (Saiani & Brugnolli, 2013). Solitamente è un segnale di allarme fisiologico autoprotettivo che ci allontana da sostanze dannose, ma il più delle volte è un sintomo importante, e spesso intollerabile, di malattie cutanee e sistemiche. Esso può peggiorare significativamente la qualità di vita di chi ne soffre. Il prurito cronico (> 6 settimane) ha una prevalenza di circa il 17% negli adulti, percentuale che cresce notevolmente con l’avanzare dell’età, infatti nella popolazione anziana (> 65 anni) la percentuale sale al 50% o più. Questo sintomo si presenta maggiormente nel sesso femminile. Nel prurito associato all'invecchiamento avanzato, l'esatta patogenesi è sconosciuta ma è probabilmente multifattoriale e non causata dalla sola xerosi. OBIETTIVI L’elaborato ha lo scopo di individuare delle strategie non farmacologiche per l’assistenza infermieristica agli anziani, volta al controllo della sintomatologia pruriginosa. METODOLOGIA La revisione della letteratura è stata svolta attraverso la ricerca di articoli scientifici all’interno delle seguenti banche dati: ResearchGate, Weiley Online Library, Chinal, SpringerLink. Le parole chiave che sono state utilizzate nel percorso di ricerca, in ciascun database, sono state: geriatric itch, chronic itch, itching, pruritus, nursing care, nursing management. Da questa ricerca sono stati trovati e selezionati 10 articoli. RISULTATI La ricerca ha evidenziato che la gestione di questa sintomatologia è molto individuale e che non esiste una terapia validata e applicabile a qualsiasi paziente, soprattutto a causa della molteplicità di cause sottostanti al prurito e delle diverse caratteristiche cutanee di ogni individuo. Nonostante ciò, la cura della pelle e l’idratazione sembrano aiutare nella maggior parte dei casi. Altri accorgimenti riguardano un’alimentazione equilibrata e l’uso di abiti leggeri e non eccessivamente aderenti. Ulteriori interventi mirano invece al controllo dell’impulso attraverso azioni “fisiche”, oppure percorsi volti alla modifica del comportamento. Lo scopo ultimo è l’interruzione del circolo vizioso graffio-prurito. Infine, risulta efficace anche l’uso di alcune terapie complementari come la fototerapia, l’agopuntura, la TENS, la meditazione o la crioterapia, volte ad alterare la segnalazione del prurito e modificarne la percezione. Esse possono avere un ruolo nella gestione del prurito cronico se associate a delle terapie più convenzionali. Ciò che è emerso da questo lavoro di tesi è la difficoltà a stabilire un piano di cura per questi soggetti, a causa della molteplicità di cause sottostanti, di comorbilità e di interazioni farmacologiche. Essendo una sintomatologia presa in considerazione solamente da pochi anni, ci sono ancora molti studi aperti al riguardo. Per la ricerca futura è auspicabile approfondire la tematica, ampliando soprattutto gli studi riguardanti le terapie complementari e psico-comportamentali, così da fornire ai futuri professionisti della salute delle informazioni che siano statisticamente significative.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/3440

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