La maternità non ha frontiere : diventare madre in terra straniera: una ricerca qualitativa fra risorse, bisogni e reti

Da Silva Salvador, Alessia (2020) La maternità non ha frontiere : diventare madre in terra straniera: una ricerca qualitativa fra risorse, bisogni e reti. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

Nell’epoca attuale si assiste a un costante aumento di donne nel settore della migrazione – a volte anche sole, con o senza figli a carico - provocando importanti cambiamenti nei fenomeni di mobilità umana. Si parla di mondializzazione delle migrazioni e di una grande eterogeneità di percorsi: temporanei, stabili e circolari. Per i paesi d’insediamento diventa dunque eminente l’urgenza di rivedere i propri interventi in ambito politico, socio-educativo e sanitario. Il presente lavoro di ricerca si colloca nella prospettiva di indagare in che modo le donne migranti affrontano la maternità nel territorio cantonale. Per facilitare la comprensione si farà ricorso al termine “donne migranti”, malgrado non si possano considerare una categoria omogenea, perché si tratta di persone con posizioni sociali, percorsi e bagagli culturali molto diversi tra loro. Il contesto sociale e culturale in cui gravidanza, parto e puerperio avvengono ha un importante ruolo nel definire le modalità con cui la donna si approccia alla nascita e alla crescita del figlio, e quando tale avvenimento avviene in terra straniera sono richieste nuove strategie in grado di far fronte all’assenza di riferimenti tradizionali. Per poter offrire una panoramica del fenomeno la più ampia possibile, vengono prese in analisi le componenti soggettive (caratteristiche, bisogni e risorse personali) e quelle relazionali (reti sociali informali e istituzionali di supporto). Nell’indagare tali aspetti si è fatto ricorso alla voce di chi da anni accompagna e sostiene alcune madri migranti nel territorio ticinese. Nel concreto, sono state svolte delle interviste semi-strutturate ad alcuni professionisti provenienti da servizi o associazioni negli ambiti sociale e sanitario. In quello sociale sono state interpellate due operatrici del Centro di socializzazione Il Tragitto e la presidente dell’associazione DaRe. Nel campo sanitario si è invece fatto riferimento all’area maternoinfantile, intervistando una levatrice, un’infermiera pediatrica, come pure un pediatra. La scelta di coinvolgere più figure professionali, ottenendo un confronto multidisciplinare è stata intenzionale, nonché funzionale a comprendere il fenomeno nella sua dinamicità. Risulterebbe infatti semplicistico seguire una chiave interpretativa unicamente legata alla sfera sociale, ma è necessario interpellare i professionisti che per primi si relazionano con queste madri. Le figure professionali sopracitate hanno in seguito contribuito più specificamente a indagare le strategie operative e gli interventi da essi messi in atto nel sostenere e accompagnare le donne migranti durante il percorso di maternità e di crescita del figlio. La tesi è strutturata attraverso una prima parte teorica ricavata dalla letteratura sulle tematiche della migrazione femminile, delle reti migratorie, delle politiche d’integrazione in Svizzera come pure della maternità nelle sue dimensioni identitaria e culturale. In seguito, per rispondere agli interrogativi di indagine viene svolta un’analisi comparativa degli elementi emersi dalle interviste. In prima istanza viene eseguita una breve contestualizzazione dei servizi e delle associazioni in cui lavorano i professionisti interpellati, per poi analizzare il percorso di maternità, il ruolo giocato dalle reti informali, l’accessibilità ai servizi territoriali e infine le pratiche d’intervento messe in campo dagli stessi operatori intervistati. Gli esiti della ricerca permettono di comprendere come il percorso di maternità delle donne migranti si inserisca all’interno di variabili complesse, poiché caratterizzato sia da un generale sentimento di solitudine e smarrimento, sia da speranza, relazioni affettive e risorse personali e culturali. Le reti sociali informali hanno un importante ruolo nell’offrire un supporto in questa fase, ma al contempo risulta necessario che anche i servizi istituzionali implementino i loro interventi, formulando pratiche interculturali in grado di accogliere queste donne nella loro eterogeneità e favorirne i processi di inclusione sociale.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Additional Information: Opzione: Educatore sociale
Uncontrolled Keywords: maternità, migrazione, servizi territoriali, reti sociali, partecipazione sociale, integrazione sociale
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/3277

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