L’epidemia invisibile: la dipendenza da alcool negli anziani

Collovà, Alessia (2019) L’epidemia invisibile: la dipendenza da alcool negli anziani. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

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Abstract

Background: I cambiamenti demografici avvenuti mediante il “Baby Boom” hanno creato una generazione molto più numerosa rispetto alla precedente e che assume più alcool e sostanze stupefacenti. Ciò provocherà un aumento degli anziani che abusano di alcool, facendo sì che questo fenomeno diventi una problematica di salute pubblica. Le persone anziane hanno modelli di consumo di alcool differenti rispetto alle persone adulte. Le persone della terza età sono più sensibili agli effetti dell’alcool a causa della diminuzione dei liquidi corporei, che portano a una più alta concentrazione di alcool nel sangue e una conseguente minor tollerabilità. Obbiettivi: l’obbiettivo della tesi è quello di identificare dei test di screening efficaci volti a riconoscere un potenziale o reale problema di consumo di alcool nella terza età. Individuando quali test di screening sono più efficaci sia a livello clinico che a livello di costi/spese, questi possono fornire un ulteriore strumento agli infermieri per identificare un potenziale o reale disturbo di alcool nell’anziano. Metodologia della ricerca: si è scelto di effettuare una ricerca sistematica della letteratura presso le principali banche dati (Pubmed, CINHAL e Google Scholar). Utilizzando varie permutazioni di circa diciannove parole chiave (older, ages, alcohol abuse, addictions, ecc.), tre criteri di inclusione e due criteri di esclusione, ho otteunuto otto articoli da valutare nella review sistemica. Risultati: la letteratura ci propone diversi questionari da utilizzare, i quali a dipendenza del contesto di cura in cui ci troviamo, il grado e i modelli di consumo della persona, ci indirizzano su quattro principali test di screening: AUDIT, AUDIT-C, CAGE e SMAST-G. L’Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT), è stato utilizzato in molte ricerche con le quali mi sono confrontata. Tuttavia, anche il questionario AUDIT pone dei limiti come tutti gli altri test di screening. Conclusione: attualmente in letteratura non è presente un test di screening universale per diagnosticare un disturbo alcolico nell’anziano. Si ritiene più opportuno integrare i test di screening nella raccolta dati dei pazienti, degli esami del sangue che valutano i marcatori biologici e dei test che valutano le capacità funzionali (IADL) della persona. In questo modo si possono identificare i problemi di cura e riconoscere i modelli di consumo della persona. Identificando precocemente un potenziale o un reale disturbo di alcool nella terza età, permette di formulare una prognosi maggiormente positiva.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/2934

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