La quotidianità in un contesto residenziale come “Casa Clerici Due” : lavorare con utenti gravi in una quotidianità dove l’intervento educativo mira a saper “stare”

De Lorenzo, Elisa (2019) La quotidianità in un contesto residenziale come “Casa Clerici Due” : lavorare con utenti gravi in una quotidianità dove l’intervento educativo mira a saper “stare”. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

Il mio lavoro di tesi tratta il tema della quotidianità all’interno di un contesto residenziale come quello di “Casa Clerici Due”, fatta da tempi poco strutturati proprio per le caratteristiche dell’utenza. Tale struttura accoglie utenti adulti con disabilità gravi fisiche e/o cognitive, ed è una struttura esterna della Fondazione Provvida Madre. Alcuni di loro stanno entrando nell’ultimo ciclo di vita, il che porta ad ulteriori riflessioni rispetto alla gestione delle giornate. Dati i tempi rallentati e le competenze fragili degli utenti, le attività proposte si basano sul piacere e non più sul dovere. Ciò comporta anche dei momenti privi di attività strutturate che lasciano spazio allo “stare” e non più al “fare”. Questo lavoro di ricerca vuole cercare di comprendere quanto una quotidianità come questa possa influenzare l’operato di chi lavora in questo contesto, o simili. Per lo più l’interesse fa riferimento alla figura educativa. Tale interesse è nato dal mio vissuto personale poco dopo aver iniziato lo stage presso “Casa Clerici Due”. Per svolgere questo lavoro di tesi, dapprima ho riportato una presentazione del contesto in questione. In seguito, ho affrontato alcuni concetti teorici generali rispetto all’invecchiamento di persone disabili e alcune definizioni come “benessere”, “autodeterminazione”, “stare”, “fare” e “assistenzialismo”, utili per comprendere i temi approfonditi nel corso della ricerca. Ho scelto poi di sottoporre delle interviste strutturate all’équipe multidisciplinare di “Casa Clerici Due”, composta da 8 professionisti (Infermieri, educatori e OSA), per comprendere il loro punto di vista. Questo mi ha permesso dapprima di comprendere similitudini o differenze (ruoli professionali, tempo di lavoro, età ecc.). L’analisi delle risposte ha permesso di fare emergere degli aspetti importanti nel lavoro educativo: la relazione con l’utente e con i colleghi, il grande tema dello “stare” e la dimensione del “tempo”. Ciò che è emerso è che i momenti vuoti non sono fonte di frustrazione ma che possono essere una grande risorsa per lavorare sulla relazione con gli utenti e che permettono di vivere un tempo fatto di condivisione, conoscenza, ascolto e osservazione. Oltre a queste interviste, ho incontrato il Direttore della Provvida Madre e Patrizia Solari una delle autrici di uno dei libri che ha fatto da linea guida nel corso della ricerca, “Chiamatemi Giuseppe!”. Tale confronto mi ha permesso di confermare alcuni aspetti già emersi. Oltre al libro citato in precedenza, sono stati utilizzati altri libri, articoli e materiale scolastico che sarà possibile trovare nella bibliografia. Questo lavoro di tesi, accompagnato dallo stage, mi hanno permesso di riflettere sul ruolo della figura educativa, nel contesto specifico di un’tenza grave, e di sperimentare dei concetti mostrati fino ad oggi affrontati solo a livello teorico ma soprattutto che solo attraverso la pratica è possibile definirli appresi.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Corso: UNSPECIFIED
Additional Information: Opzione: Educatore sociale
Uncontrolled Keywords: Invecchiamento, Disabilità grave, Stare, Quotidianità, Tempo
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/2875

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