Nucleo per artisti al Murnerei (Gole della Breggia): il nucleo tra tradizione e modernità

Hegazi, Ahmed (2018) Nucleo per artisti al Murnerei (Gole della Breggia): il nucleo tra tradizione e modernità. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

L’oggetto del programma della tesi di bachelor prevedeva la progettazione di un Masterplan di base, concepito come un nuovo nucleo capace di mettersi in relazione con un insediamento esistente adiacente. La zona dei “murnerei”, ubicazione del progetto, si situa all’interno del parco naturale delle gole della Breggia, nel comune di Morbio inferiore. Questo luogo si presenta come un emblema storico-culturale della regione del Mendrisiotto. Molteplici sono infatti gli elementi tradizionali e paesaggistici che attraverso le loro esistenze testimoniano e soprattutto concedono una percezione su ciò che è la cultura e la storia sotto cenerina. La zona dei Murnerei in particolare fu un luogo legato all’artigianato. Agli inizi del secolo scorso infatti vi furono presenti delle attività industriali come la produzione del cemento, oltre alla lavorazione della birra artigianale e ad un pastificio. Questi processi sfruttavano le risorse locali in termini di materiali impiegati secondo l’orografia locale e aspetti naturali – geografici come ad esempio la presenza del fiume, al fine di ottenere una produzione di qualità figlia di un risveglio industriale che in quegli anni portò la popolazione ticinese a lasciarsi alle spalle la vita rurale per passare alle attività artigianali proposte dal boom economico-edilizio. Per quanto riguarda il progetto, l’idea iniziale era quella di andare a dichiarare l’intervento del nuovo nucleo per artisti cercando di reinterpretare ciò erano gli elementi della tradizione. A livello di situazione il progetto presenta due piazze come fulcro delle relazioni tra il mappale di progetto e ciò che sta attorno. La prima piazza si relaziona al nucleo adiacente completando la sua geometria, mentre la seconda risulta essere una meta del percorso espositivo tra le rovine esistenti. Il blocco degli edifici si posiziona lungo l’argine riferendosi in questo modo agli edifici del nucleo esistente, staccandosi tuttavia a livello geometrico dal muro di contenimento del fiume al fine di poter ottenere una forma che va a definire lo spazio retrostante. Per quanto riguarda le tipologie gli edifici pubblici presentano un’espressione chiara e trasparente e, diversamente dai muri massicci privi di grandi aperture presenti nel nucleo esistente, invitano le persone ad entrarvi grazie alle loro entrate coperte tramite gli sbalzi delle solette. Le abitazioni degli artisti invece reagiscono in modo diverso nei confronti dello spazio pubblico e rispettivamente di quello privato. Sul versante nord ovvero dove è presente la piazza principale circondata dalle rovine e dalla montagna, si forma una chiara relazione tra gli atelier e lo spazio espositivo esterno. Sul versante sud gli edifici abitativi formano tra di loro delle corti private, dando la possibilità ai singoli artisti di beneficiare di questo spazio esterno privato il quale si riferisce in modo chiaro alla tradizione della regione del Mendrisiotto. Su di essa si affacciano gli spazi abitativi, garantendone in questo modo l’intimità. La flessibilità delle relazioni si è dunque potuta concretizzare tramite la concezione di lame trasversali le quali a livello progettuale accentuano quest’idea. Per quanto concerne i contenuti gli edifici abitativi presentano al piano terreno i rispettivi atelier formati da uno spazio definito e chiaro, completato dalla scala. Quest’ultima è stata concepita come un elemento leggero al fine di non contrastarsi con la regolarità dello spazio dedicato alle attività artistiche. Al primo piano vi sono presenti gli spazi abitativi composti dal soggiorno - cucina e dalla zona notte con i rispettivi servizi. La zona giorno va a posizionarsi vicino alla vetrata principale sul versante lungo il fiume. In questo modo la luce proveniente da sud illumina lo spazio abitativo grazie alla grande apertura rivolta verso il fiume. Gli spazi abitativi più riservati come la camera da letto si aprono verso la corte esterna privata. Il volume di collegamento tra un’abitazione e l’altra presentano dal conto loro ciò che sono i servizi come il deposito al piano terreno e il bagno al primo piano dichiarando la loro funzionalità anche a livello volumetrico. L’edificio pubblico posto sulla piazza adiacente al nucleo presenta al piano terreno il ristorante. In questo modo esso possiede la potenzialità di accogliere inizialmente i visitatori del nucleo per artisti oltre che ad attirare le persone che attraversano il parco naturale delle gole della Breggia. Lo spazio espositivo dal canto suo va a definirsi come un elemento finale del mappale in quanto completa il percorso espositivo formato dalle rovine esistenti. Per quanto concerne la materializzazione, il progetto si riferisce alla storia del luogo dei “Murnerei” ed in particolare del mappale in questione. Il calcestruzzo faccia vista di tonalità molto chiara riprende le forme ed i colori della pietra del biancone, utilizzata fino al secolo scorso dagli artigiani per quanto riguardava la produzione del cemento, di cui le cave fecero la storia di questa zona. I tamponamenti e le strutture leggere dal canto loro sono state concepite in un materiale capace di integrarsi e di dialogare con il contesto naturale circondante, mettendosi in risalto attraverso il confronto con il calcestruzzo al fine di dichiararsi per la sua funzionalità divisoria e di tamponamento.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Supervisors: Marazzi, Massimo and Cattaneo, Massimo and Guscetti, Giorgio
Subjects: Costruzioni
Divisions: Dipartimento ambiente costruzioni e design > Architettura
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/2428

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