Ritualità e relazione educativa : l’equilibrista su un filo lungo tre mesi

Galeotafiore, Jessica (2017) Ritualità e relazione educativa : l’equilibrista su un filo lungo tre mesi. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

Il tema affrontato nel seguente lavoro di tesi è stato finalizzato alla comprensione della funzionalità della ritualità inserita nella relazione educativa con minori. L’interesse per tale dimensione è scaturito dall’osservazione partecipante del contesto di pratica professionale del Centro di Pronta Accoglienza ed Osservazione. Questo Centro rappresenta l’unico luogo all’interno del Canton Ticino ad offrire un’accoglienza momentanea (di tre mesi circa) e d’urgenza a minori, che vivono situazioni di crisi prolungata, dove si rende necessario attuare una misura di separazione dal proprio nucleo familiare. La riflessione concernente il carico emotivo, la fragilità che il minore porta con sé, una volta giunto in questo luogo per lui sconosciuto, la dimensione della temporaneità dei collocamenti e la costruzione dell’incontro con l’Altro, dove può generarsi relazione e cura, mediante il ricorso a momenti ed azioni ritualizzate, hanno determinato l’elaborazione della tematica presentata. Il modello psicoanalitico di Winnicott e l’analisi compiuta da Bertolini e Caronia sono serviti a comprendere la sofferenza del minore. Dalle letture degli scritti di Bastianoni, Taurino e Zullo è scaturita una comprensione del ruolo dell’educatore a contatto con tale vissuto, il quale è portato a svolgere un’azione perturbativa rispetto alle modalità relazionali ed emotive disfunzionali che il minore può aver introiettato, realizzando un ambiente stabile, prevedibile e significativo. Per rispondere agli interrogativi suscitati dalla tematica ci si è affidati allo strumento delle interviste semi-strutturate rivolte all’équipe educativa, durante le quali è emersa una riflessione critica sul contesto e sono state messe in luce alcune difficoltà nel promuovere con continuità rituali di gruppo, a differenza dei rituali individuali, che risultano maggiormente presenti e di conseguenza le strategie messe in campo dall’équipe per farvi fronte. Inoltre, sono state svolte delle interviste al gruppo di adolescenti (non sono stati coinvolti i bambini per rispettare i limiti della consegna), con lo scopo di comprendere la loro opinione rispetto a come vivono in prima persona tali momenti. Alcuni elementi salienti raccolti mostrano l’importanza che i rituali possono acquisire nella relazione educativa e una presa di coscienza da parte dei ragazzi rispetto al valore che questi hanno assunto durante la loro esperienza. La riflessione concernente la dimensione temporale in cui si instaura la relazione educativa fa da sfondo all'intero lavoro. All'educatore viene richiesta dunque la capacità di accettare e convivere in questa dimensione di cambiamento, ponendosi come un ricercatore nella quotidianità.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Additional Information: Opzione: Educatore sociale - Luogo di stage: Fondazione Paolo Torriani, Centro PAO
Uncontrolled Keywords: accoglienza, adolescenza, ambiente terapeutico, co-costruzione, empatia, intelligenza emotiva, lavoro di rete, pratica riflessiva, progettazione dialogico-partecipata, separazione, fragilità, temporaneità
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/1788

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