La Favola e il suo utilizzo per un educatore in un contesto psico-educativo

Kocevski, Nastasia (2016) La Favola e il suo utilizzo per un educatore in un contesto psico-educativo. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

L’origine della tematica del presente lavoro di tesi è da ricondurre alle osservazioni svolte durante la mia pratica professionale, presso il Centro psico-educativo (CPE) di Lugano. Uno degli aspetti che più mi colpì in questo contesto professionale, fu infatti notare che alcuni bambini nonostante la loro giovane età, esprimevano con forza la loro collera, verso i compagni presenti o gli adulti. Al CPE uno strumento a scopo terapeutico utilizzato con alcuni gruppi di bambini è il racconto di favole. Per questi motivi inizialmente il mio intento era quello di utilizzare la favola in un percorso di mediazione, per sostenere i bambini ad elaborare le emozioni, in particolare quelle a coloritura rabbiosa. Per mancanza di tempo e di organizzazione nel gruppo in cui avrei voluto svolgere l’attività, ho però dovuto abbandonare questa idea iniziale. In un secondo momento, ho cominciato ad avere l’occasione di confrontarmi direttamente nel racconto di una favola, settimanalmente, nel gruppo bosco-sensoriale del centro, composto da 5 bambini tra i 5 e 9 anni. Tenendo conto di questa esperienza e di uno degli obiettivi della struttura, ossia la possibilità di favorire dei momenti di socializzazione per i bambini, lavorando attraverso i diversi gruppi presenti, ho avuto modo di definire la tematica principale di questo lavoro di tesi e i suoi relativi obiettivi. Gli scopi di questo lavoro sono i seguenti: chiarire l’utilizzo della favola come professionista, tenendo conto dei benefici che questo strumento può apportare a dei bambini. In secondo luogo identificare le più efficaci modalità educative per raccontare una favola in un’esperienza relazionale di gruppo. Per quanto attiene alla teoria di riferimento in merito all’utilizzo dello strumento della favola con i bambini, nella dissertazione ho illustrato il pensiero dei seguenti autori: Anna Oliviero Ferraris, Bruno Bettelheim, George W. Burns e Guido Petter. Le riflessioni dell’autrice Claudine Vacheret sono state invece utili per riprendere in che modo la mediazione può essere di supporto alla pratica educativa. Per la raccolta dati ho fatto capo ai seguenti strumenti d’osservazione: un diario di bordo che mi ha consentito di auto-osservarmi e leggere in maniera critica le strategie e modalità educative messe in atto durante questi incontri; in secondo luogo delle griglie osservative per raccogliere le informazioni significative per quanto riguarda l’esperienza personale dei bambini durante il momento di racconto. Concludendo il presente lavoro di ricerca, di azione e di riflessione sul campo evidenzia come le favole possano sostenere da più punti di vista il bambino lungo la propria crescita. Da un lato gli permettono di ampliare la propria conoscenza del mondo e della realtà che lo circonda, dall’altra gli consentono di avvicinare da un punto di vista personale i temi che riguardano i sentimenti e l’emotività. Quando nel corso della sua pratica professionale l’educatore desidera evidenziare, trasmettere o costruire con i bambini delle importanti conoscenze dal punto di vista psico-affettivo, il racconto di una favola può quindi essere un mezzo divertente, stimolante ed efficace. Diventa però importante sottolineare che la scelta di utilizzare questo strumento nella pratica professionale di un educatore deve essere contestualizzata. Quando un professionista decide di raccontare una favola dovrebbe quindi porsi le seguenti domande: quando può essere funzionale raccontare una favola? In che modo? Dove e a chi?

Item Type: Thesis (Bachelor)
Additional Information: Opzione: Educatore sociale - Luogo di stage: Centro psico-educativo (CPE), Lugano
Uncontrolled Keywords: bambini, favole, narrazione, racconto, socializzazione, gruppo, relazioni
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/522

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