Il viaggio sul treno PAO e l'attesa della propria fermata

Festa, Federica (2015) Il viaggio sul treno PAO e l'attesa della propria fermata. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

L’attesa è qualcosa di difficile da gestire, in particolar modo se non sai cosa ti aspetterà, quale sarà il tuo futuro e soprattutto dove sarà. I ragazzi del centro PAO (Centro di pronta accoglienza e osservazione), il cui collocamento si prolunga, vivono in prima persona questa sofferenza. Grazie a una metafora di un utente, il PAO è diventato un treno e i ragazzi dei passeggeri, i quali aspettano che venga annunciata la loro fermata: Rientro in famiglia? Famiglia affidataria? Centro educativo per minori? Le storie dei ragazzi che sono passati dal PAO, le loro sofferenze e le loro attese hanno portato a sviluppare la domanda di ricerca e a tentare di capire quali siano gli ostacoli. È emersa l’impressione, da parte degli educatori, che il PAO possa diventare, a volte, una struttura di “parcheggio” non più utile come nella prima fase di collocamento e gli stessi raccontano come il lavoro educativo perda il significato iniziale. In questo lavoro di tesi si evidenzia qual è il ruolo degli educatori del PAO e i loro strumenti, come si gestisce l’attesa, la relazione con l’utente e con la famiglia, quali sono i rischi e le difficoltà di quando i collocamenti si prolungano in un contesto di questo genere, che dovrebbe essere un luogo transitorio e che prevede, per mandato, un collocamento di massimo tre mesi. Il concetto di “cura educativa” di Cristina Palmieri, le teorie di Bowlby e Winnicott, la lettura di diversi testi che parlano della psicologia dello sviluppo, della genitorialità, della progettazione, hanno contribuito a dare corpo a questo lavoro di tesi. L’analisi di un caso presente, il cui collocamento ha superato abbondantemente i dodici mesi, mette in risalto come i ragazzi del PAO vivono in prima persona questa attesa e le incognite legate alla vita quotidiana. L’accompagnamento e l’osservazione del ragazzo in oggetto è stata un’esperienza educativa che ha contributo alla raccolta di dati empirici. Attraverso le interviste, gli educatori del PAO raccontano come hanno vissuto tali situazioni, come hanno gestito l’attesa, ed offrono la possibilità di salire sul treno PAO per vivere le emozioni che questo viaggio porta ad abitare. Non esiste un manuale d’istruzione che indica come si gestiscono questi frangenti; emerge, però, quanto sia importante la trasparenza con l’utente, rendendolo partecipe di quello che sta accadendo intorno al suo caso. Mettere voce sul futuro distacco e dedicare al minore dei momenti privilegiati, sono pertanto compiti essenziali degli educatori del PAO. La continua pratica riflessiva e l’auto-osservazione sono le competenze che ogni operatore sociale dovrebbe acquisire con l’esperienza.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Additional Information: Opzione: Educatore sociale - Luogo di stage: Centro di Pronta Accoglienza e Osservazione (PAO)
Uncontrolled Keywords: relazione, adolescenti, cura educativa, genitorialità, accompagnamento, pratica riflessiva
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/282

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