L’attività fisica nella schizofrenia : una risorsa utile per le cure infermieristiche? Una revisione della letteratura

Bossi, Andrea (2015) L’attività fisica nella schizofrenia : una risorsa utile per le cure infermieristiche? Una revisione della letteratura. Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).

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Abstract

Scopo ed obiettivi: Approfondire come l’attività fisica nella cura del paziente con diagnosi di schizofrenia può essere uno strumento complementare utile al ruolo dell’infermiere nella cura del soggetto schizofrenico. Verificare se e in che modo la pratica di attività fisica aiuta il paziente schizofrenico a riattivarsi globalmente (a livello sociale, psico-fisico, lavorativo). Comprendere se vi siano dei benefici diretti sulla sintomatologia della schizofrenia grazie all’attività fisica. Indagare ed approfondire quali sono le funzioni infermieristiche nella pratica di un’attività sportiva e quali sono le possibili difficoltà e/o ostacoli che si incontrano. Metodo: La ricerca si è sviluppata inizialmente attraverso una fase esplorativa teorica, facendo riferimento a fonti bibliografiche ed effettuando una ricerca di articoli scientifici nelle banche dati ho creato il quadro teorico della psicopatologia. In seguito ho preso in considerazione la revisione delle letteratura quale metodo di ricerca di evidenze scientifiche al fine di rispondere alla mia domanda di ricerca. Ho preso in considerazione, leggendo l’abstract, 21 articoli inizialmente, dei quali solamente 5 corrispondevano ai criteri d’inclusione da me posti. Ho chiesto quindi aiuto ad una ricercatrice attiva in SUPSI, la Signora Dolores Guglielmetti, al fine di capire se stavo utilizzando le parole chiave corrette e ricercando con il sistema più appropriato e corretto. Grazie alla sua collaborazione ho trovato altri 3 articoli tenuti in considerazione leggendone l’abstract, 2 dei quali rispondevano ai miei criteri d’inclusione. Ho per tanto svolto il mio lavoro di analisi basandomi su 7 articoli in totale. Risultati: È emerso da quasi ogni articolo da me analizzato la necessità di eseguire altri studi inerenti l’utilizzo di attività fisica come psicoterapia complementare in quanto sono stati eseguiti troppi pochi studi e su campionari troppo ridotti per trarre delle conclusioni certe. Inoltre gli studi da me analizzati si concentravano prettamente o esclusivamente sulla dimensione biologica mostrando solo degli accenni di come la dimensione psicosociale ne trae beneficio. Sicuramente visto lo stile di vita seguito da un paziente schizofrenico, porre attenzione alla dimensione fisiologica risulta essere importante visto il tasso di mortalità aumentato e la speranza di vita media ridotta di circa 10 anni. Considerati però i parziali e potenziali risultati che ho evidenziato per quanto riguarda le altre dimensioni del soggetto schizofrenico, con il paziente che trae beneficio diretto anche sulla sintomatologia della schizofrenia e con un miglioramento della salute psicosociale, trovo sarà importante valutare in maniera più approfondita quest’ultima parte in particolar modo. Conclusioni: Spero con questo lavoro di poter contribuire ad arricchire, nel mio piccolo, il lavoro su questa tematica che secondo me merita di essere presa in considerazione in quanto può diventare uno strumento terapeutico importante che facilita le cure e soprattutto fa sentire meglio il paziente sotto tutti i punti di vista, creando pure delle buone e facili occasioni per socializzare

Item Type: Thesis (Bachelor)
Uncontrolled Keywords: schizophrenia, sport/physical activity, motor activity, corporeality, body
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Cure infermieristiche
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/181

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