Quali nuove conoscenze può attuare l’ergoterapista con pazienti con eminegligenza spaziale unilaterale per facilitare la presa di coscienza della mancanza di esplorazione dello spazio in situazioni quotidiane?

Taiana, Laura (2016) Quali nuove conoscenze può attuare l’ergoterapista con pazienti con eminegligenza spaziale unilaterale per facilitare la presa di coscienza della mancanza di esplorazione dello spazio in situazioni quotidiane? Bachelor thesis, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).

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Abstract

Background Alle nostre latitudini, nei paesi industrializzati, così come nella rimanenza del mondo, gli esiti ictali, rappresentano la terza causa di mortalità, dopo le affezioni cardiovascolari e i tumori. A seguito di un ictus può subentrare una forma di negligenza spaziale unilaterale (NSU) che può influenzare sia il processo di cura, il mandato e i relativi outcome riabilitativi. La NSU è spiegata, come un’incapacità del paziente di reagire o di orientarsi verso stimoli presenti nell’emispazio controlaterale che correlato a un insieme di deficit neurologici vanno a ledere l’elaborazione conscia delle informazioni nella parte controlesionale dello spazio. Le forme di NSU più frequenti sono correlate allo spazio personale, peri-personale ed extrapersonale. Gli esiti di una NSU ledono gli aspetti della vita quotidiana della persona in maniera disabilitante; coinvolgendo l’integrità fisica, cognitiva, psicologica e sociale. Ne consegue per la maggior parte dei pazienti “un fallimento” nell’interazione con l’ambiente e una riduzione all’aderenza ai vari interventi proposti dai terapisti. Questi ultimi con l’intento di ottenere risultati soddisfacenti, percepiscono frustrazioni e difficoltà nell’individuare strategie funzionanti e idonee nella presa a carico. Tuttavia, una delle problematiche maggiormente riscontrate nasce nella riabilitazione, ovvero quando si hanno NSU e anosognosia correlate insieme, le quali rallentano il processo di cura per quanto riguarda la consapevolezza del paziente nel trattamento ergoterapico. Risulta infatti difficoltoso motivare il paziente a riacquistare capacità che non sa di avere perso. La NSU, oltre all’influenza nell’impostazione di programmi riabitativi specifici pone al paziente alterazioni del processo cognitivo che potrebbero portare a obiettivi non condivisi o sottostimati da lui stesso. Ciò provoca delle ripercussioni nelle attività della vita quotidiana, legate ad attività basic activities of daily living (BADL) e instrumental activities of daily living (IADL) presenti nello spazio controlesionale alla lesione, che possono portare per esempio a una trascuratezza nell’igiene personale, leggere parti di un testo senza comprenderlo come pure tralasciare parte di cibo del piatto nell’emisoma deficitario. L’ergoterapista interviene proponendo attività concrete basate sul fare che stimolano l’esplorazione spaziale, individuando strategie facilitanti, attuabili e concrete. La finalità è quella di avere un background soddisfacente per la riabilitazione di questo disturbo; questo sarà l’obiettivo primario del Lavoro di Tesi. Obiettivi L’obiettivo principale del Lavoro di Tesi è quello di comprendere l’efficacia dei vari interventi odierni orientati al quotidiano nella riabilitazione ergoterapica di persone con NSU e anosognosia. Un altro obiettivo consta nell’identificare valutare e conoscere quali attività terapeutiche, metodi e setting siano possibili attuare al fine di valorizzare la figura dell’ergoterapista nel suo ruolo e il valore aggiunto nella presa a carico. Metodologia Sulla base di una selezione di keywords e dei criteri d’inclusione ed esclusione è stata eseguita una ricerca di letteratura su diverse banche dati. Il materiale è stato selezionato e revisionato sulla base delle domande di ricerca e dell’obiettivo del Lavoro di Tesi. Il lavoro si compone di una revisione della letteratura all’interno della quale sono stati scelti cinque articoli che avessero come oggetto di studio le conseguenze della NSU legata all’anosognosia relative alla quotidianità; specialmente per quanto riguarda le aree occupazionali. In seguito è stata valutata in modo critico la letteratura individuata sull’argomento e realizzata la discussione dei risultati. Infine si avranno maggiori indicazioni nel come i vari approcci individuati agiscano sulle tipologie d’intervento nel processo ergoterapico. Risultati Malgrado le difficoltà a reperire gli articoli dovuto a un manco di pubblicazioni inerenti al tema scelto, dai cinque articoli selezionati e analizzati si può affermare che vi sarebbe una moderata efficacia con risultati positivi nei vari approcci. Questa efficacia, è stata dimostrata grazie a risultati favorevoli rispetto al comportamento dei partecipanti, in termini di: facoltà cognitive, abilità visuo-spaziali, consapevolezza, ed a un incremento generale delle funzioni cognitive e motivazionali. La NSU non preclude di poter continuare a vivere in modo soddisfacente, ma l’obiettivo della terapia risulta dunque per quanto possibile un mezzo che aiuta il professionista a raggiungere gli obiettivi terapeutici ed a mirare in questo modo alla massimizzazione della qualità di vita in termini di benessere, sicurezza e autonomia nelle attività di vita quotidiana. Conclusioni I dati ricavati dalla revisione, permettono di cogliere le potenzialità dei vari approcci, senza tuttavia stabilirne con certezza la loro efficacia terapeutica. Nonostante ciò, dagli studi analizzati si sono estratti validi accorgimenti per creare delle connessioni con la pratica professionale dell’ergoterapista. Sarebbe però auspicabile sviluppare delle nuove ricerche aventi come obiettivo il carattere multi-componenziale della NSU in aggiunta alle precedenti ricerche che hanno unicamente esaminato solo aspetti selettivi del disturbo.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Uncontrolled Keywords: Occupational therapy, Neglect, Awareness, Hemiplegia, Assessment, Rehabilitation, Treatment, Outcome, Activity of daily living, Quality of life.
Subjects: Sanità
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Ergoterapia
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/1381

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