I sentimenti dell’operatore

Oggian, Sina (2016) I sentimenti dell’operatore. Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

Questo lavoro di tesi parla del percorso che ogni operatore è chiamato a compiere per permettersi di sentire empaticamente l’altro, cercando di comprendere a fondo il suo vissuto, senza smarrirsi nei meandri della sua sofferenza e restando quindi per lui un saldo punto d’appoggio. Situarsi dunque, in una giusta presenza e trovare un certo equilibrio nel proprio coinvolgimento emotivo. Domanda di ricerca: In che modo l’operatore può prendersi cura dei propri sentimenti nati nella relazione con gli ospiti, di modo da trasformarli in una risorsa per il lavoro educativo? Il primo aspetto che ho trattato è il contrasto tra ragione e sentimento, poi ho cercato di capire quali ostacoli possono mettere in difficoltà l’operatore che cerca di prendersi cura della propria vita emotiva e quali sono i rischi in caso di mancato adempimento del compito. Infine ho parlato delle strategie utili per raggiungere l’obiettivo, tra cui ho citato l’importanza di prestare attenzione ai segnali che possono fare da guida lungo questo viaggio e gli strumenti ai quali si può fare affidamento. Si tratta di un cammino complesso, interminabile ed unico per ogni persona, che possa però accompagnare verso un’armonia, basata su una ponderata consapevolezza, tra ragione e sentimento nella relazione con l’utenza. Il contesto in cui questa ricerca prende vita è quello dell’unità abitativa Villa Ortensia del Centro abitativo ricreativo e lavorativo (CARL) che risiede all’interno del quartiere di Casvegno a Mendrisio e fa parte dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC). Le persone che la Villa accoglie soffrono di una patologia psichiatrica cronica che è stata stabilizzata. In particolare nel Diario personale viene descritta la relazione educativa tra la ricercatrice ed Eva, una brillante ospite di cinquant’anni che soffre di ansia, di paranoia e a volte anche di allucinazioni. Ciò che emerge alla fine del lavoro è l’importanza della lentezza e del rispetto del ritmo delle emozioni nelle relazioni. Il carattere indispensabile dell’ascolto intra e inter personale. La legittimazione dei sentimenti e la ricerca di significati funzionale al lavoro educativo. L’elogio al coraggio di attraversare i sentieri della vergogna, dell’inadeguatezza, della paura, del senso di colpa, della preoccupazione, dell’amore e della rabbia, per raggiungere autenticità, consapevolezza, rispetto reciproco e benessere interiore. La forza della condivisione in équipe, in supervisione, intervisione, analisi, … dei propri vissuti. La falsa potenza dell’oggettivare l’emozione: può significare spogliarla del suo enorme potenziale. Un sentimento pienamente razionalizzato appare come un arcobaleno in bianco e nero. Ascoltarsi invece ha dell’ampio, respiri profondi e attrito nel tempo che scorre piano. Suoni leggeri, piccoli, una goccia che cade. L’impercettibile e sostanziale importanza del sentire al quale dovremmo conferire la potenza di spalancare gli orizzonti di senso.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Additional Information: Opzione: Educatore sociale - Luogo di stage: Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC), Villa Ortensia
Uncontrolled Keywords: sentimento, controtrasfert, relazione, emozioni, soggettività, psichiatria, cura, affettività, auto-osservazione, riflessività, introspezione, operatore
Subjects: Scienze sociali
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Lavoro sociale
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/1316

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