Deduzioni senza frontiere : stesse deduzioni fiscali per frontalieri e residenti svizzeri : quali conseguenze per il Cantone Ticino?

Casellini, Damiano (2012) Deduzioni senza frontiere : stesse deduzioni fiscali per frontalieri e residenti svizzeri : quali conseguenze per il Cantone Ticino? Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

La ricerca verte su un tema che da un anno a questa parte è diventato di grande attualità in ambito fiscale per la Svizzera ed il Canton Ticino in particolare; l’imposta alla fonte dei frontalieri che esercitano un’attività lucrativa dipendente in Svizzera. La sentenza del Tribunale Federale del 26 gennaio 2010 sulla base del divieto di discriminazione stabilito dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone pattuito tra la Svizzera e l’Unione europea nel 1999 ed entrato in vigore nel 2002 ha infatti sancito il via ad una lunga serie di discussioni. La sentenza ha stabilito che un frontaliere, che svolge un’attività lucrativa dipendente in Svizzera e che vi consegue almeno il 90 percento dei propri redditi, deve essere trattato come un residente svizzero. Ciò significa che egli può chiedere ed ottenere le stesse deduzioni che vengono concesse ad un contribuente residente in Svizzera mentre in passato gli venivano concesse solo parzialmente o forfettariamente. La ricerca si suddivide in una prima parte descrittiva dove è contestualizzato il tema della discriminazione dei lavoratori frontalieri. In questa fase del lavoro l'obiettivo è di spiegare il sistema impositivo alla fonte nel diritto Federale e Cantonale ticinese, di descrivere l'accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e l'Unione Europea e di rilevare le conseguenze a livello fiscale causate dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e del Tribunale Federale. I Cantoni maggiormente confrontati con questi effetti sono il Ticino e Ginevra in quanto i frontalieri che esercitano un’attività lucrativa dipendente in questi Cantoni, sulla base di specifici accordi, non devono dichiarare questi redditi nel loro Stato di residenza. Compete dunque ai Cantoni in causa farsi carico della loro situazione, se essi conseguono almeno il 90 percento dei redditi in Svizzera. Nella seconda parte invece grazie ad una serie di interviste a funzionari della Divisione delle Contribuzioni ed a persone a stretto contatto con la realtà del frontalierato ticinese è stato possibile verificare le effettive ripercussioni per il Canton Ticino. Se da un lato pratico questi effetti hanno un impatto poco considerevole rispetto a quanto preventivato da alcuni al momento della sentenza, le ragioni vanno ricercate nelle misure intraprese dalla Divisione delle Contribuzioni per contenere le richieste di rettifica di tassazione da parte dei frontalieri e dal fatto che molti di essi non risiedono nella fascia di confine e pertanto non possono usufruire di questi ristorni.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Supervisors: Vorpe, Samuele and Pagani Zambelli, Denise
Additional Information: PDF non disponibile. Tesi d'archivio. Segnatura 2012.B.3.A
Uncontrolled Keywords: libera circolazione, lavoratori frontalieri, straniero, lavoro, imposte alla fonte, tasse
Subjects: Economia
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Economia e Diritto
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/1175

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