La creatività nelle aziende ticinesi : una “best practice” da seguire per imprese che vogliono distinguersi?

Schena, Laura (2013) La creatività nelle aziende ticinesi : una “best practice” da seguire per imprese che vogliono distinguersi? Bachelor thesis, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.

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Abstract

La situazione attuale in cui le imprese ticinesi si trovano ad operare è diventata sempre più complessa e meno sicura. Per questo motivo un’azienda non può venire colta di sorpresa o impreparata poiché deve possedere delle organizzazioni flessibili e che interagiscono con l’ambiente esterno. All’interno delle organizzazioni è presente il capitale umano il quale, senza considerare la propria posizione lavorativa, ha la capacità di generare pensieri originali e creativi volti a portare innovazione. L’obiettivo di questo lavoro è stato di capire se, come e perché la creatività viene gestita all’interno di dieci imprese attive sul suolo ticinese. In particolar modo capire l’esistenza di un processo creativo basato su: preparazione, generazione idee, incubazione e consolidamento, valutazione e verifica. Attraverso una metodologia qualitativa sul campo si è cercato di identificare lo stato dell’arte di queste dieci imprese in maniera da identificarne i principali punti di miglioramento. L’obiettivo ultimo della presente tesi, sulla base dell’indagine emersa, è stato quello di costruire una “best practice” per aziende che vogliono fare creatività a loro interno. Grazie alla letteratura scientifica, ai dati statistici e alle interviste effettuate sul campo questo lavoro ha evidenziato principalmente l’esistenza di un potenziale creativo in ogni persona e se quest’ultimo viene sfruttato pienamente dalle imprese è in grado di generare un’idea che può portare innovazione. La Svizzera per quanto riguarda la creatività si trova al sedicesimo posto ma puntando la lente d’ingrandimento sulla realtà ticinese emerge dall’indagine l’esistenza di un processo creativo in tutte le dieci aziende intervistate. Per la prima fase del processo creativo le imprese tendono a preparare il proprio terreno e ad avere una base salda per approntarsi al passo successivo. Nella stessa fase compare il bisogno di confrontarsi ma senza lasciare a casa il dipendente per prepararsi alla fase di generazione idee. Per la fase due le imprese tendono a servirsi di strumenti quali il brainstorming e la tecnica della provocazione e utilizzano quest’ultima soprattutto per movimentare le idee in fase di esaurimento. Inoltre tendono a considerare idee definite bizzarre e rischiose. Se un dipendente propone un’idea originale e che funzioni le aziende premiano i propri dipendenti in diversi modi, ma non utilizzano nessun tipo d’incentivo per la loro generazione. Per la fase tre i tempi di selezione possono variare a dipendenza dell’idea e nello stesso modo anche i criteri di scelta. Nell’ultima fase le imprese tendono a confrontarsi con i colleghi, i clienti e i team di esperti considerando gli aspetti positivi e negativi durante la valutazione. Al fine di continuare a generare idee volte a produrre innovazione le aziende dovrebbero considerare anche le persone che sono veramente creative come gli artisti. Essi dovrebbero essere invitati nelle aziende e pensare con loro affinché la creatività possa essere non solo un mezzo per produrre innovazione ma anche uno stile di vita.

Item Type: Thesis (Bachelor)
Supervisors: Alberton, Siegfried and Bachmann, Marco
Additional Information: PDF non disponibile. Tesi d'archivio. Segnatura 2013.B.14.A
Uncontrolled Keywords: creatività, Best practice, capitale umano, processo creativo, human capital
Subjects: Economia
Divisions: Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale > Economia e Diritto
URI: http://tesi.supsi.ch/id/eprint/1078

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